L’adolescenza e diversità. Come affrontare questo periodo? La psicologia risponde

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Crescere costa fatica. Ma poi... che vista! Crescere costa fatica. Ma poi... che vista! Foto di Samuel Silitonga da Pexels

L'adolescenza è un momento di grande crisi per la maggioranza degli adolescenti: trovare un equilibrio prima con se stessi e poi nel mondo, è un’operazione molto difficile.

Ogni persona in crescita, infatti, si trova prima o poi di fronte all’idea di essere unica e diversa da ogni altro essere del pianeta. Questo pensiero può portare con sé la spiacevole sensazione di trovarsi davanti ad una sofferenza “speciale”, non condivisibile con gli adulti di riferimento. 

In alcuni casi, la pena è talmente grande da non poter essere confidata neanche ai propri compagni, ed è così che l’adolescente può trovarsi immerso in delle vere e proprie crisi esistenziali.

Se crescere è un’operazione complicata per la maggior parte degli adolescenti, chi è portatore di una diversità rischia di soffrire molto di più durante questo difficile cammino. La pressione sociale spinge su di noi dalla nascita affinché ci conformiamo in maniera acritica ai canoni della cosiddetta normalità.

Quando un bambino o una bambina mostra caratteristiche visibilmente differenti dal resto del gruppo dei propri pari rischia di vedere bloccato il proprio processo di “fioritura”. 

Gli ostacoli che ci si trova ad affrontare in questi casi sono molto spesso il frutto dell’incontro-scontro con la propria realtà sociale. 

Le relazioni con gli altri possono essere una sorgente di felicità o un pozzo di sofferenza per l’essere umano. 

È molto importante monitorare la qualità delle interazioni dei ragazzi in crescita, come anche l’idea che costruiscono di se stessi in relazione al mondo esterno

Nessuna vita ha più diritto di un’altra di esistere, nessun umano ha meno diritto di un altro di vivere con dignità e gioia, e di ricevere amore, rispetto e comprensione.

Questo articolo è una minuscola azione concreta per rispondere ad una domanda di aiuto che non può rimanere inascoltata ancora a lungo.

Una cultura di inclusione: l'unica via possibile 

È possibile renderci tutti strumenti di cambiamento attraverso vari tipi di intervento, affinché si crei una cultura di inclusione e di apertura alla diversità.

Il mio lavoro a contatto con individui di ogni età, ceto e provenienza mi ha insegnato una lezione importante: ogni forma di diversità può causare malessere psicologico e può influire negativamente sulle relazioni se l’ambiente sociale è chiuso e ostacolante. Non importa se la differenza che mostriamo risieda nel colore della pelle, nel tipo di religione praticata, o nel nostro orientamento sessuale; a volte anche solo provenire da una regione diversa e avere un accento considerato dai compagni “buffo”, o sgradevole, può portare ad essere esclusi dal gruppo.

Quando a differenziarci è una vera e propria disabilità il percorso di crescita può complicarsi ulteriormente.

Molte persone con le quali mi sono confrontata su questi temi mi hanno raccontato di aver fatto più fatica rispetto ai coetanei per il solo fatto di presentare una disabilità, e di aver raccolto un bel cesto di sofferenze gratuite prima di riuscire a trovare uno stato di equilibrio e di benessere nella vita adulta. La serenità e la sicurezza che mostrano una volta cresciuti è indubbiamente frutto del grande dolore subito durante la crescita. 

L'accettazione della propria condizione ha, in molti casi, portato a vedere i propri limiti non come degli ostacoli insormontabili, ma come delle basi dalle quali partire per costruire la propria forza. 

Ma è davvero necessario attraversare l’inferno per poter riemergere più forti? O noi adulti, genitori, insegnanti, educatori, professionisti della salute mentale possiamo fare qualcosa tutti per permettere che la crescita dei nostri ragazzi avvenga con maggiore consapevolezza, rispetto, ed evitando di commettere errori e di subire ingiustizie?

Rimanere aperti alle novità e abituarsi a dialogare: due ingredienti fondamentali per una crescita sana

Due cose molto importanti ho imparato nella vita: "tutto è relativo" e "la ruota gira"

1) Tutto è relativo. È facile giudicare e criticare quando siamo comodamente seduti sulle nostre sicurezze, ma basta uscire dalla nostra zona di certezza per trovarci di fronte a quanto sia spiacevole essere giudicati "strani", "diversi"o addirittura "inferiori". Anche a noi può capitare di essere discriminati da qualcun altro, magari durante un viaggio all’estero, in paesi dove alcune persone possono avere la convinzione di essere più "evolute" di noi per il solo fatto di essere nate lì e non in Italia. Può succedere allora anche a noi di essere fraintesi o derisi a causa di alcuni rigidi stereotipi. 

2) La ruota gira. La diversità riguarda tutti. A molti di noi può essere capitato di avere un incidente, di non riuscire a camminare per un periodo o di dover dipendere da qualcun altro per qualsiasi motivo. Può essere capitato di ammalarsi e di sentirsi deboli e vulnerabili. A me è successo, in più di un’occasione. In quei momenti ho realizzato quanto fosse essenziale avere una rete di affetti, persone sulle quali contare, e quanto sarebbe importante vivere in una società dove valori come rispetto, fiducia e solidarietà vengono condivisi da tutti.

Sono questi i valori che permettono di abbattere la paura, consentono il confronto e incoraggiano il supporto reciproco. 

Come contribuire a creare questo modo di intendere la vita sociale e le relazioni? L’abitudine al dialogo e la curiosità nell’imparare dalle diversità possono essere degli ottimi alleati per favorire e agevolare la crescita dei più giovani, per rendere le cose più facili a chi nasce con una qualsiasi difficoltà, ma anche due ottime abitudini per noi adulti, utilissime nella vita quotidiana e in tutti quei momenti in cui la vita ci mette a dura prova.  

La diversità, infatti, può generare in noi paura, critica e giudizi negativi oppure curiosità, arricchimento e crescita personale. La differenza la fa il modo in cui guardiamo le cose. Per questo è importante far caso a come i nostri figli osservano il mondo attorno a loro ed educarli ad uno sguardo privo di critica e di giudizio negativo per tutto ciò che appare diverso.

Io non so se ci sto riuscendo, ma ce la sto mettendo tutta, perché ogni vita vale, ed ogni uomo ed ogni donna meritano di potersi realizzare al meglio e di raggiungere il proprio concetto di felicità.  

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