Come e perché chiedere aiuto ad uno psicologo. Dubbi, domande e risposte sulla consulenza psicologica

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Chiedere aiuto ad uno psicologo non è mai un’azione semplice da compiere: occorre coraggio, curiosità, e molta voglia di mettersi in gioco. Negli anni mi sono accorta che, prima di arrivare nel mio studio, molte persone attraversano un vero e proprio calvario lastricato di paure e resistenze. Qualcuno prova imbarazzo nel chiedere un colloquio psicologico, altri vengono di nascosto dai propri cari; molte persone, semplicemente, possono aver paura di qualcosa che ancora non conoscono. 

Fare il primo passo è l'azione più ardua da compiere

Stefania (nome di fantasia) mi confessa di aver fatto passare più di sei mesi prima di telefonare per chiedere un colloquio psicologico e di avermi contattata solo dopo essersi accorta che prendere il mio biglietto dal portafogli e tenerlo un po’ fra le dita la faceva sentire meglio. Quella piccola azione era diventata importante per lei, era come aver creato dentro di sé lo spazio mentale per il proprio percorso verso il cambiamento.

La resistenza più grande era stata telefonare, fare quel primo passo, ma alla fine del nostro primo contatto telefonico il ghiaccio poteva dirsi definitivamente rotto.

Perché è cosi difficile chiedere aiuto

La difficoltà nel prendere contatto con un professionista della salute mentale è spesso dovuta ad un retaggio culturale.

Nell’immaginario collettivo “chi chiede aiuto è un debole”, “i panni vanno lavati in famiglia”, “chi fa da sé fa per tre”, e…potrei continuare per ore. 

Un secondo freno nel fare il primo passo verso lo psicologo è che rimane poco chiaro cosa accada dietro alla porta dello studio. Credo sia molto  importante descrivere cosa facciamo noi psicologi, poiché una volta forniti i dettagli e chiariti tutti i misteri, anche le persone più prevenute saranno disposte a superare la propria diffidenza.

Quattro false credenze da combattere prima ... di subito!

Le numerose testimonianze e le evidenze raccolte dalla ricerca moderna testimoniano la scientificità della terapia psicologica come metodo di cura per tutta una serie di sintomi e problematiche. 

Le sedute psicologiche sono utili non solo in caso di disagio, ma anche nel caso in cui un individuo voglia investire nella propria crescita personale

I dubbi sono ancora tanti, molti li leggo nei commenti sui social, o li ascolto mentre faccio colazione nel mio bar di fiducia. Riporto qui sotto qualche esempio di affermazioni che leggo e ascolto:

  • Se chiedo l’aiuto dello psicologo c’è qualcosa che non va in me
  • Perché andare dallo psicologo quando posso parlare con un amico
  • Andare dallo psicologo vuol dire delegare ad un altro la risoluzione del mio problema
  • Non chiedo aiuto ad uno psicologo perché è un essere umano

Quest’ultima, devo dire, mi ha anche strappato un sorriso.

È davvero necessario essere delle creature divine, per poterci orientare nei dedali di una sofferenza che è tutta umana? 

In realtà lo psicologo è una persona normalissima, che vive una vita non immune da problemi e da difficoltà. Semplicemente, egli ha acquisito qualche strumento in più: competenze e abilità conquistate in anni di studi e tirocini sul campo. 

Lo psicologo è una persona che ha affinato degli strumenti, durante il suo percorso, che lo aiutano ad orientarsi prima (e meglio) nel labirinto del malessere. 

Ma perché scegliere di affidarsi ad un professionista in un momento critico? 

Ci sono molte ragioni per farlo. 

Partirò con il dire perché non dobbiamo assolutamente frenarci dal farlo:

1) Chiedere aiuto ad un professionista non vuol dire essere sbagliati

È possibile che nell’intera vita di un essere umano, ci siano momenti in cui le difficoltà prendano il sopravvento. Vivere periodi di crisi, trovarsi bloccati in qualche campo importante della nostra esistenza è un’esperienza che può essere capitata a molti di noi. La "crisi" è un momento di stop e può essere un periodo sgradevole o addirittura molto doloroso per chi la sperimenta. È anche un fenomeno che rientra nella normalità statistica di ogni vita terrena, che può portare ad un miglioramento negli equilibri della vita della persona che la attraversa e la supera. Talvolta, effettuando le giuste domande, un professionista può aiutare a trovare il significato del disagio e a vedere le cose da un altro punto di vista, accelerando il processo di uscita dal blocco.

2) Parlare con lo psicologo non è come parlare con un amico

Chiedere aiuto a figure professionali che sono più competenti di noi in materia “problemi e soluzioni” dovrebbe essere un’azione “normale", gestita in modo semplice e automatico. Se abbiamo male ad un dente, andiamo subito dal dentista a curarlo. Se la nostra vista cala, andiamo dall’oculista e poi dall’ottico a ordinare un bel paio di occhiali. Ma se abbiamo un problema psicologico spesso ce lo teniamo ben stretto, come se facendo finta di niente e dormendoci sopra se ne possa andare così come è venuto. In realtà il meccanismo funziona al contrario: molte difficoltà sarebbero di facile risoluzione se ci abituassimo a leggere i campanelli di allarme. Intervenire quando ci sono dei piccoli disagi nello svegliarsi e nell’andare a scuola (ad esempio dei piccoli mal di pancia, o dei capricci nel prepararsi) è molto più facile che agire su una fobia scolastica. E lo stesso vale per ogni tipo di problematica che riguardi noi stessi o le nostre relazioni.

3) Chiedere aiuto allo psicologo non vuol dire delegare i nostri problemi

Lo psicologo offre un sostegno nel momento in cui abbiamo perso la strada, ma non risolve il problema al posto nostro. Decidiamo sempre noi dove andare e con quali tempi. Il terapeuta ci fa ragionare sulla nostra vita, ci aiuta a capire se vogliamo modificare dei percorsi, ci sostiene nel trovare le risorse per farlo. Non indica la direzione corretta da seguire, poiché non esiste una soluzione che sia uguale per tutti. Lo psicologo aiuta a ritrovare la strada giusta per se stessi, in linea con i propri valori e i propri desideri.

4) Ce la posso fare da solo

Esiste un ultimo mito che necessita di essere sfatato: quello del “dovercela fare da soli”. Nessuno si sognerebbe mai di farcela da solo a imparare la matematica o a nuotare o a curarsi, come dicevamo prima, un dente. Ognuno di noi è un individuo singolo, ma è anche una piccola parte di una rete di connessioni indispensabili alla nostra sopravvivenza. Se ci fermiamo a riflettere, abbiamo bisogno dell’aiuto degli altri, e delle altrui competenze, per coprire la quasi totalità delle nostre esigenze quotidiane. 

Perché dunque privarsi della consulenza e del sostegno di uno psicologo, quando la risoluzione del nostro disagio è cosi legata alla nostra realizzazione e alla serenità dei nostri affetti più cari? Essere autonomi e indipendenti non vuol dire anche scegliere di prender cura di noi stessi nel miglior modo possibile? 

Io credo di si, e questa mia convinzione guida ogni mia scelta.

 Conclusioni

Iniziare un percorso psicologico è un modo sicuro e veloce per recuperare il proprio equilibrio e tornare ad uno stato di benessere. È anche un ottimo modo per rinforzare le nostre abilità e le nostre competenze in un cammino di evoluzione personale.