20 Marzo 2020 e Covid19. Quando la giornata dedicata alla felicità si trasforma in riflessione

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Sorridi e l'altro sorriderà Sorridi e l'altro sorriderà Sabrina Ciccarelli

Oggi mi stavo dimenticando di un accadimento importante: il 20 Marzo è la giornata mondiale dedicata alla felicità. Per una psicologa innamorata della psicologia positiva è davvero grave :)

Parlare di felicità oggi appare un po’ fuori luogo, ed io non voglio scrivere frasi positive forzate o slogan che infilino a spinta nella nostra mente grammi di allegria dove proprio non può entrare. 

La situazione di tristezza generalizzata si tocca con mano e la voglia di fare  giochi e scherzi sta via via scomparendo, in un clima di grigia sospensione. Chi è in lutto, chi è preoccupato per i propri cari in ospedale, chi rimane in un’attesa che sa di vuoto e di grigio. 

Le emozioni che ci troviamo ad affrontare sono tante e per la maggior parte non gradevoli. Non è una novità per noi sperimentare ansia, angoscia, paura, incertezza, sconforto, nostalgia, rabbia, ma quando queste arrivano tutte insieme rischiamo di trovarci di fronte ad un mix esplosivo che può letteralmente minare il nostro equilibrio psicologico.

Vivere il momento presente è difficile, come è complicato non sapere cosa accadrà domani. Non siamo abituati ad avere uno spazio bianco davanti a noi, facciamo fatica ad abbandonare schemi e gabbie di impegni, gli stessi dai quali sentivamo di dover fuggire solo ieri.

Molti di noi potrebbero sentirsi letteralmente svuotati. Le nostre giornate stanno perdendo degli ingredienti importanti per la nostra felicità, le relazioni sociali, la libertà, lo sport, il lavoro, la possibilità di stare all’aria aperta, e noi fatichiamo sempre di più per restare aggrappati alle nostre routine positive. 

Da psicologa, potrei dare mille consigli, ho scritto già tanto su come affrontare questo periodo di caos e tutti i miei colleghi si stanno adoperando affinché vengano dati i giusti consigli. La pandemia ha degli effetti reali e tangibili sulle nostre vite: anche quando il virus non aggredisce fisicamente, può essere in grado di sgretolare dall'interno molte delle nostre certezze, e con esse il nostro stato di benessere. Occorre essere ben attenti a come gestiamo noi stessi e tutto quel tempo che ci viene improvvisamente consegnato. 

Per oggi scriverò ciò che ritengo più utile dire come primo spunto di riflessione, che è quello che serve, ed è servito a me per restare a galla nei periodi di buio.

Quando ho vissuto eventi gravi nella vita, ho sempre cercato di restare ancorata a delle piccole gioie prese non so come dalle giornate che vivevo. Piccole pillole di felicità omogenizzata che mi aiutassero a non affondare. 

Ricordo la cioccolata calda presa alla macchinetta automatica in ospedale, mentre aspettavo notizie di papà che non tornava dalla sala operatoria. Il ghiacciolo alla menta mangiato con mia figlia durante il mio ricovero, in quei pochi preziosi minuti in cui la potevo incontrare. La bellezza e la grazia delle tartarughe nella fontana del Fatebene Fratelli. La felicità nel parlare dei preparativi del mio matrimonio, durante le interminabili sedute di chemio di mia mamma. 

Ogni vita ha dei piccoli grandi tsunami, e ne usciamo più o meno vivi, più o meno rotti. In ogni caso ne veniamo fuori sempre più antifragili e consapevoli del miracolo che abbiamo nel tornare ad esistere e a fiorire. 

Oggi vorrei usare poco le parole e regalare un sorriso, usando un’immagine che ho trovato nel mio archivio fotografico. Quando ho trovato questo piccolo “smile” blu un po’ acciaccato, era ancora possibile passeggiare per ore con addosso solo cuffiette e telefonino ed io amavo fotografare ogni cosa curiosa che trovavo sulla mia strada. 

Spero di tornare presto a camminare, e a fare le mille cose che mi facevano felice, cose che ora è meglio evitare di fare. Spero anche di ritrovare tutte le persone alle quali voglio bene, sane e sorridenti là fuori che mi aspettano.

Nel frattempo faccio ciò che è giusto fare, per proteggere me stessa e la vita delle persone che amo. 

Non sappiamo cosa ci riserva il futuro mentre percorriamo un sentiero, sappiamo che dobbiamo continuare a camminare, compiendo le azioni buone, quelle che sappiamo che ci faranno star bene, senza smettere di donare un sorriso e cercando di trovare sempre le piccole, belle sorprese che la vita ha ancora in serbo per noi.

 Non so se andrà tutto bene. So che farò tutto ciò che posso, affinché vada tutto bene ☘️☘️☘️

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