Perdere una persona cara. L’importanza di “vivere bene” il lutto, per non morire emotivamente insieme a chi ci lascia

Perdere una persona cara. L’importanza di “vivere bene” il lutto, per non morire emotivamente insieme a chi ci lascia Foto di Kobe Michael da Pexels

Giorni fa ho subito un lutto molto pesante. Laura, la mia amica del cuore, è morta improvvisamente ed io sono stata fra i primi ad arrivare a casa sua. Sono grata per aver avuto la possibilità di salutarla, per essermi presa il mio lungo, infinito tempo con lei. Ho avuto modo di stare in silenzio vicino al suo corpo, ho potuto accarezzare i suoi capelli e sfiorare con dolcezza, per l’ultima volta, il suo viso a me così caro. 

Il peggio è venuto dopo qualche ora. Con l’arrivo di amici, parenti, dottori, preti e necrofori siamo entrati in un frullatore di emozioni, parole e azioni che hanno reso il momento di dolore ancora più complicato.

So che niente è in grado di evitare il dolore che si prova nel vedere scomparire all’improvviso un proprio amato, ma da osservatrice delle relazioni umane e da “esperta del cambiamento”, non posso che mettermi alla ricerca di risposte che ci aiutino a vivere meglio, per quanto possibile, una fase di transizione così delicata.

Prepararsi alla morte. Un’operazione possibile?

Sono tanti i motivi per cui proviamo dolore nel momento della morte di un proprio caro e non esiste un modo di soffrire che sia uguale per tutti. Ognuno ha la propria maniera di affrontare la sofferenza, e anche nel corso della propria vita nessun lutto è mai uguale ad un altro.

Credo, però, che ci sia un motivo di sofferenza che ci accomuni tutti: il non essere preparati. Ma si può mai essere preparati alla morte? A mio avviso si, o meglio no, se non si parte da una giusta preparazione alla vita. 

Prepararsi alla vita. L’importanza del concetto di “ciclo vitale”

“Per essere preparati alla morte occorre prepararsi alla vita.”

Cosa intendo con queste parole? Con “essere preparati alla vita” intendo l’essere messi in grado di poter affrontare al meglio le varie fasi di cambiamento che il ciclo vitale prevede per ciascuno di noi.

Ogni fase del nostro sviluppo come esseri umani prevede delle sfide che portano in sé degli ostacoli, difficoltà più o meno prevedibili che caratterizzano quel passaggio lì e non altri. 

Per esempio, quando un ragazzo entra in adolescenza è prevedibile che possa sviluppare dei comportamenti di opposizione rispetto alle regole familiari, che possa chiudere o variare la comunicazione con i propri genitori, che possa sviluppare delle insicurezze e delle ansie legate alle modificazioni che avvengono nel proprio corpo. Non è detto che ciò accada, ma è molto probabile che uno o tutti questi comportamenti possano apparire, spaventando i genitori che non riconoscono più il proprio “pargolo”. 

Conoscere da prima quelle che sono le criticità tipiche di ogni passaggio del ciclo vitale è un ottimo strumento per non perdere la direzione e per mantenere la fiducia nelle proprie possibilità di risolvere problemi considerati “normali” per quella fase. 

Oltre ai problemi prevedibili, ci sono anche quegli eventi che arrivano inaspettatamente, la classica legnata fra capo e collo, ed il caso della morte della mia amica ne è un classico esempio. 

Sono terremoti improvvisi, dolori lancinanti che si abbattono sul nostro mondo rendendo ogni paesaggio più povero e privo di colore.

Anche in questi terribili casi, possono essere adottati un pensiero e delle strategie che ci rendono più forti, nonostante la sofferenza e la vulnerabilità sperimentata in tali momenti. 

Molte persone sono naturalmente portate a far tesoro del dolore che ricevono e a trasformarlo in benzina per ripartire più forti di prima, altre non riescono a reagire e devono essere aiutate a superare in modo costruttivo le proprie sofferenze. 

La felicità non è un evento casuale, essere felici nonostante tutto è una scelta fatta di tanti tasselli che si incastrano in sequenza. Come costruire i tasselli, e come organizzare dei bellissimi disegni è un’arte che si può apprendere in qualsiasi momento e a qualsiasi età.

Le lacune formative dell’epoca moderna, pensiamo di sapere tutto di tutto e non sappiamo nulla di noi stessi 

Nella mia esperienza, ho potuto constatare quanto anche nel nostro modernissimo e informatissimo mondo manchi un’adeguata “istruzione” rispetto alle prevedibili difficoltà che accompagnano i diversi momenti dell’esistenza. Oltre a non sapere, siamo anche lasciati soli, senza una guida, nel momento in cui queste difficoltà puntualmente prendono forma.

Prendiamo l’esempio della nascita di un figlio. Quanti di noi sono davvero preparati a questo evento?

I media e le pubblicità ci fanno pensare che crescere un bambino sia una passeggiata di salute all’ombra di girasoli e sorrisi, ma… siamo davvero tutti consapevoli fino in fondo dei dei disagi e delle fatiche che comporta il diventare genitori? Un tempo, prima di stringere al petto il proprio bebé, le donne avevan visto partorire zie, sorelle e magari anche la loro stessa mamma.  Erano coscienti della fatica che comporta la crescita di un figlio e potevano contare sull’aiuto del gruppo familiare. Oggi, può capitare di arrivare a casa con il nostro fagottino urlante senza mai aver visto prima un neonato e senza sapere dove mettere le mani. Questa mancata “preparazione” e l’assenza di figure-guida alle quali appoggiarsi, possono causare nei genitori ansia, stress e nei casi peggiori stati depressivi molto pericolosi per la vita della mamma e del bambino. 

Lo stesso stordimento può verificarsi di fronte alla malattia, quando rimaniamo impietriti di fronte alle parole di un medico non troppo empatico che ci comunica una diagnosi nefasta, oppure di fronte alla morte, non riuscendo a toccare il corpo della persona cara che si è appena spenta o non accettando per anni che il fatto si sia realmente verificato. 

Questo tipo di “lacuna formativa” tocca molti passaggi fondamentali della vita dell’uomo e della donna, dal menarca all’andropausa, dal parto alla morte, passando per tutti gli step intermedi.

Ma perché se certi eventi sono inevitabili e parte integrante della vita, non dedichiamo tempo ed energie per “prepararci” al meglio delle nostre possibilità? La paura, la vergogna, il pudore possono essere i nostri grandi ostacoli sul cammino.

 

La paura si combatte con la felicità. Come arrivare a questa meta ambita? 

Come costruire la felicità: l’importanza di crescere con le giuste informazioni

In famiglia il pudore, la vergogna e la paura spesso bloccano la comunicazione sui temi legati al sesso, alla malattia e alla morte. 

In molti casi manca persino il tempo materiale per aprire certi discorsi: si lavora, si mangia, si dorme, poi ti svegli un giorno e tuo figlio ti sta chiamando dal Campus. 

E se in famiglia non si parla, a scuola le cose non vanno meglio. I programmi sono datati e non prevedono la cura di intelligenze diverse da quella logica e verbale, manca totalmente l’attenzione allo sviluppo dell’intelligenza emotiva e i temi legati alla sessualità e all’affettività sono trascurati e messi dietro ad altre “priorità”.

Leggere libri di psicologia, fare corsi di crescita personale, crearsi una propria cultura su questi temi, sono strumenti essenziali per poter affrontare al meglio le sfide che la vita ci propone. 

Anche ricorrere all’aiuto di un esperto può aiutarci ad allargare il nostro punto di vista sui problemi e può essere di grande beneficio nel riordinare le emozioni scatenate dai bruschi cambiamenti.

Come costruire la felicità: l’importanza di creare antidoti al dolore

Oltre ad acquisire le giuste informazioni su quelle che sono le difficoltà tipiche di ogni fase di vita, occorre anche mettere il focus su quello che possiamo definire il nostro “giardino interiore”, creando dei veri e propri antidoti al dolore. 

Da ciò che osservo nel mio lavoro e dal tipo di problemi che le persone mi confidano, nasce in me la certezza che non stiamo dando la giusta attenzione a quelli che sono i valori fondamentali legati alla felicità di ogni essere umano. Inseguiamo spesso situazioni che una volta raggiunte non ci rendono felici, desideriamo sovente oggetti che una volta ottenuti mettiamo da parte. Siamo sempre alla ricerca di qualcosa che non c’è.

Quanto del nostro tempo è dedicato a capire quali sono i valori nei quali ci riconosciamo? 

Quanto ad affinare le abilità cardine che sono utili alla costruzione della nostra realizzazione personale?

È essenziale iniziare a coltivare fin da giovanissimi quelle qualità e quelle abilità che ci renderanno più forti e preparati a fronteggiare gli eventi.

Le medicine che stimolano la nostra felicità sono anche gli antidoti efficaci contro l'incertezza e il dolore che la vita ha previsto per noi.

Le tradizioni filosofiche più antiche, le discipline orientali e anche la psicologia positiva, nel suo piccolo, sono in grado di fornire gratuitamente una piccola preziosissima cassettina di attrezzi essenziali per vivere meglio e per affrontare i momenti di estrema difficoltà. 

Consapevolezza, coraggio, generosità, gratitudine, gentilezza, capacità di accettare, saper mettere da parte il proprio ego, riuscire a cogliere la bellezza collaterale, sentirsi parte della natura e del cosmo, restare nel qui e ora: questi sono solo alcuni degli strumenti che dovremmo conoscere, acquisire e saper maneggiare con cura. Abilità, pratiche e qualità spesso ritenute poco utili nella vita e che invece sono strumenti in grado di salvarci anche dalla morte. 

Mi chiedo se un giorno riusciremo a raggiungere un livello così alto di evoluzione interiore, e lo spero intensamente. La motivazione che muove il mio lavoro è la certezza che ognuno di noi possa fermarsi a riflettere sul proprio agire nel mondo e chiunque sia in grado di cambiare, un piccolo pezzettino alla volta, il proprio pensare, il proprio sentire e le azioni che ne conseguono.

Da oggi io stessa continuerò a fare tutte le azioni che so essere utili e preziose al mio benessere, affinché la gioia venga coltivata. 

Proverò ad agire sui miei pensieri, tentando di prendere questo dolore e a trasformarlo in profonda gratitudine per tutto ciò che ho potuto cogliere da questo legame così intenso e profondo. Incontrerò la mia amica in meditazione, o nei sogni che sempre faccio, pieni di colore, amore e vita. 

Infine, adopererò le mie energie affinché da questa esperienza nascano dei bei pensieri e dei progetti che possano essere utili, affinché tutti i semini piantati dalla mia amica Laura nascano e crescano nel calore del sole.

Dedicato a Laura Moreschi alias Lalla Palla. Che il tuo sorriso continui a portare luce su ogni cuore triste.