La felicità è un caso o una scelta? La gentilezza ci risponde

La gentilezza è come la neve. Rende tutto più bello La gentilezza è come la neve. Rende tutto più bello pexels-freestocksorg-293029

Negli ultimi tempi si parla molto, in psicologia, dell’enorme potere trasformativo contenuto in una forza apparentemente molto poco vistosa: la gentilezza. Esiste una vasta mole di studi che testimonia quanto mettere in pratica comportamenti affabili e premurosi abbia un impatto significativo non solo sugli altri, ma anche sul nostro equilibrio psichico e persino sulla nostra salute.

 Ma non scriverò di questo stamani, ci sono fior di articoli e libri che ne parlano in modo serio e approfondito.

Oggi vi racconterò di quella volta in cui la gentilezza ha incontrato me, cambiando all’improvviso la mia giornata e quella di chi mi stava vicino.

Lo farò attraverso una piccola storia breve, quelle che amo raccontare… una storia con il lieto fine che fa sorridere ed un messaggio da portar dentro durante la nostra giornata, come un'invisibile carezza sul cuore.

 

"Lezioni di guida con piccolo boost"

 

“La gentilezza è come la neve. Abbellisce tutto ciò che copre.”

Kahlil Gibran

 

Ilaria ha diciannove anni fra qualche giorno, studia per dare la maturità e, tra una zona rossa e l’altra, sta cercando di prendere la patente. Ogni giorno prendiamo la macchina e ci alleniamo sulle strade di Casal Palocco, facendo mille giri per il quartiere e dedicandoci del tempo da sole io e lei.

Adesso l’esperienza è diventata anche abbastanza rilassante, posso ogni tanto distrarmi guardando dal finestrino la natura che si risveglia o cambiando il cd nella radio. Ma all’inizio, consegnare la mia Micra alle sue mani insicure ed inesperte è stato come saltare ad occhi aperti nel buio di un pozzo.

Il problema più grande si verificava agli stop o ai semafori, poiché come possiamo ben ricordare tutti noi conducenti di veicoli, le partenze e i parcheggi vengono bene solo quando nessuno guarda o aspetta che tu mova il kiulo.

Ma è proprio qui, in uno di questi massimi punti di tensione, che è accaduto il miracolo della gentilezza.

Mentre la macchina si spegneva per la seconda volta e proprio quando stavo per girarmi verso la fila creata dietro di noi, mia figlia ha guardato lo specchietto retrovisore e ha sfoggiato il suo più bel sorriso.

“Hai visto mamma quel signore?”

“No amore, gli ho solo fatto un gesto di scuse con la mano. Che succede? Te c’ha mandato?”

“No, mi fa cenno di stare tranquilla. Mi sta dicendo “Dai dai”!”

Mi giro ma il signore nella vettura dietro mi sembra serissimo, o magari sono solo io ad essere serissima, perché troppo presa dalla tensione di vedere la mia cucciola in difficoltà.

In ogni caso, continuo a parlarle in modo sereno. Le dico di non preoccuparsi della fila, le ripeto che tutti hanno imparato a guidare. Ma lei non mi si fila di pezza, continua a osservare lo specchietto e a sorridere.

Poi mette la prima, guarda avanti, parte dolcemente.

Ha gli occhi lucidi ora, quasi piange dalla gioia.

“Non ci credo mamma, che dolce quel signore! Hai visto? Mi ha fatto anche il gesto del bicipite per darmi forza… mi faceva così con il braccio come a dire: Dai, dai che ce la fai”

Anche io sono profondamente colpita da quell’inaspettato gesto di gentilezza piovuto dal cielo, il cielo blu di un perfetto sconosciuto.

Penso con un po’ di vergogna alle mille volte in cui mi sono spazientita dietro ad un intoppo creato senza senso apparente, a quando ho sorpassato senza guardare chi fosse alla guida, alle volte in cui ho pensato che arrivare cinque minuti prima ad un appuntamento mi avrebbe svoltato la vita o a quando ho silenziosamente chiamato i santi dietro al signore col cappello.

E poi, realizzo quanto quel piccolo sipario di gentilezza durato al massimo dieci secondi abbia per sempre cambiato la nostra vita in positivo.

Ilaria non ha fatto che raccontare questo episodio per giorni.

Ogni volta che arriviamo a quello stop mi dice: “Che carino quel signore mamma, ricordi?”

E chi se lo scorda.

Giorni dopo quell’incontro fortuito, guidavo da sola per le strade di Ostia e mi son capitate ben due macchine della Scuola Guida davanti.

Per una volta non mi sono infastidita, non ho avuto l’impulso di sorpassare, anzi… non vedevo l’ora che mi guardassero nello specchietto per poter sorridere e fare il "gesto della forza".

Purtroppo erano bravi e non ho potuto restituire il gentile contributo offertomi giorni prima dall’universo, ma credo che questa lezione non mi abbandonerà più e ogni volta sono certa che proverò a dare il mio contributo al mondo, invece di stare sulle spine per il pensiero di qualche stupido minuto “perso” nel traffico.

Quei pochi minuti, da insulsi vuoti a perdere, possono letteralmente trasformarsi in un prezioso dono per qualcuno che ne ha necessità.

Non dimenticherò mai il momento in cui mia figlia non è stata trattata come un ingombro sul cammino di qualcuno, ma è stata riconosciuta e sostenuta nella sua difficoltà di superare una prima, difficilissima, prova di vita.

Io ti ringrazio signore sconosciuto.

Ringrazio la tua gentilezza.

Mi hai ricordato qualcosa in cui credo da sempre che si riassume in un antico detto:

“Per fare un bambino servono due esseri viventi e tanto amore ma… per crescere un bambino… serve tutta la tribù.”

E che sia una tribù gentile, amici miei, è il mio più grande augurio di oggi pastedGraphic_1.png

Vi auguro una Buona domenica ... e una buona Fioritura Interiore